Perché "Alice"

Alice è il nome di una bambina, esistita nella realtà e rielaborata dalla fantasia di Lewis Carroll, e divenuta una sorta di mito. Per noi è l'emblema di uno smarrimento e di un ritrovamento che segna l'adolescenza come periodo di passaggio e di cambiamento. Lasciamo spazio alle parole dell'autore su Alice che meglio descrivono il senso di un'associazione che a questo personaggio si ispira.


...."E allora, chi sono io? Prima rispondete a questa domanda, e poi, se mi andrà a genio di essere quella persona, tornerò su, altrimenti me ne sto quaggiù finché non sarò qualcun altro".
"Però, ahimè!" proruppe Alice, in un improvviso scoppio di pianto, come vorrei che si affacciassero da quel buco! Non ne posso più di starmene qui tutta sola!"...

..."Tutte le volte che mangio o bevo qualcosa" disse a se stessa" mi succede qualcosa di interessante: voglio vedere che effetto fa questa bottiglia. Spero vivamente che mi faccia crescere, perché non ne posso più di essere così piccina!"...

"Potrò veder il giardino molto meglio dalla cima di quella collina. E qui per l'appunto, c'è un sentiero che conduce dritto lassù... almeno... no, non ci va proprio dritto... ma insomma credo che alla fine ci arriverà... ma quante svolte... oh da questa parte il sentiero va verso la cima, mi pare... macché! Porta dritto verso casa! Proviamo nella direzione opposta... " e Alice provò, vagando su e giù, infilando un sentiero, poi un altro...

...intanto il controllore seguitava a esaminare Alice, alla fine disse: "sta viaggiando nella direzione sbagliata". "una bambina così piccola, dovrebbe sapere in che direzione viaggia, anche se non sapesse neppure il suo nome"... e via via altre voci si fecero sentire e ognuno diceva la sua...

..."Ahimè, mi ero quasi dimenticata che devo ricominciare a crescere! Vediamo, che cosa si deve fare? Credo che dovrei mangiare o bere qualcosa; ma il problema è: che cosa?"...

(Lewis Carroll, Alice nel paese delle meraviglie e Alice nello specchio)