Chi siamo

Nel 1998 nasceva Alice come Associazione non a fine di lucro, in seguito trasformata in Onlus.
Il suo intento era di affrontare il disagio dell'adolescenza partendo dalla prevenzione e dall'intervento precoce. La ricerca su questi temi è stata da subito accompagnata ad una reale operatività sul territorio.

Alice lavora in stretta collaborazione con le scuole e i servizi per l'adolescenza e la devianza delle province Lombarde (Como, Lecco, Pavia, Lodi, Bergamo, Brescia, Milano). Le sole scuole superiori con cui ha collaborato sono state più di 50.
Parallelamente ai percorsi di prevenzione Alice ha ricevuto richiesta di intraprendere lavori di formazione e sensibilizzazione di insegnanti e genitori sulla relazione con l'adolescente attraverso conferenze, incontri-dibattito e percorsi mirati.

La risposta da parte di scuole e istituzioni è aumentata in modo considerevole raddoppiando da un anno con l'altro, arrivando ad un coinvolgimento diretto in attività di prevenzione individuali e di gruppo di un numero variabile da 2.000 a 4.000 adolescenti l'anno.
Oggi Alice è una Onlus che fa parte dell'elenco regionale Associazioni di Solidarietà Familiare ex. l.r. 23/99, dei Registri Provinciale e Comunale dell'Associazionismo ex l.r. 28/96 ed è riconosciuta come Ente Formatore dalla Facoltà di Psicologia di Milano Bicocca, dall'Università Cattolica di Milano, dall'Università di Napoli e dalla Scuola di Psicoterapia "Il Ruolo Terapeutico" di Milano.

Struttura operativa e organo decisionale
L'Associazione Alice Onlus è oggi composta da sette soci e si avvale di un numero variabile di consulenti, volontari e tirocinanti psicologi. Nel corso del precedente anno sociale hanno collaborato con Alice Onlus un totale di sedici operatori a cui si sono aggiunte quattro tirocinanti, esclusi i volontari. La struttura è diretta da un CDA di cui sono membri storici il Dott. Mauro Grimoldi (responsabile scientifico) e la Dott.ssa Francesca Urciuoli.

Progettazione
A partire dal 2001 Alice Onlus ha presentato progetti in collaborazione con gli Enti Pubblici di riferimento territoriale. Il primo Progetto, S.I.Ri.O., aveva l'ambiziosa finalità di costruire, valutare, sperimentare e standardizzare nuovi tests proiettivi e una nuova metodologia per l'orientamento formativo. A questo primo progetto finanziato pubblicamente è stato affiancato Kalimero, progetto mirato alla soluzione del disagio relazionale nella prima infanzia. Dal 2003 in poi i progetti finanziati dalla l.23/99 e gestiti da Alice Onlus sono in media 4 all'anno. Ad oggi (Luglio 2007) si trovano in fase di valutazione 8 progetti l.23/99. Tra i progetti finanziati nel 2006, "La Bottega di Psiche" ha previsto l'apertura del primo spazio di consultazione psicologica gratuita disponibile sul territorio, mutuando il metodo utilizzato con lusinghieri risultati nell'ambito della prevenzione del disagio nelle scuole.

Attività generale dell'Associazione
  • Formazione e informazione insegnanti, genitori, adulti competenti sui temi dell'adolescenza
  • Prevenzione del disagio con i gruppi formali e informali di adolescenti
  • Attività di ricerca-intervento sul territorio
  • Interventi di sostegno psicologico sul caso singolo con particolare attenzione al disagio adolescenziale in senso di devianza e di disturbi del comportamento alimentare, sociale, relazionale.
  • Sportello di ascolto psicologico scolastico
  • Attività di orientamento formativo con strumenti esclusivi (SIRiO)


Attività dell'Associazione Alice Onlus in termini di intervento su minori afferenti all'area penale
L'Associazione Alice - da sempre e per la sua natura di ente impegnato nella prevenzione del disagio giovanile - segue e interviene nella casistica di minori autori di reato e in messa alla prova. L'azione di Alice in direzione dei minori in esecuzione penale è duplice, indiretta e diretta.
Indirettamente Alice intercetta il minore autore di reato durante gli interventi di prevenzione organizzati presso gli istituti scolastici dove tali minori sono inseriti, offrendo supporto al gruppo docenti, ai genitori e ai minori stessi, quando ciò sia richiesto dalle istituzioni scolastiche stesse, dalle famiglie o dai minori. L'intervento indiretto si trasforma in questi casi in prevenzione terziaria, ossia come prevenzione delle recidive in minori già autori di reato, diventando più assiduo e personalizzato. Una particolare attività dell'Associazione in questo senso si è dovuta avviare tra il 2001/2002 e il 2003/2004, anni che sono coincisi con la collaborazione con alcuni CFP della Fondazione Clerici, in cui i minori autori di reato e in MAP erano sovente inseriti.
L'azione diretta si è venuta a determinare in conseguenza della consulenza presso l'Ussm di Brescia del fondatore e Responsabile Scientifico di Alice Onlus, Mauro Grimoldi, dal 1998 ad oggi. Da allora Alice Onlus ha prestato risorse, personale e attività per coadiuvare l'intervento penale. Questo tipo di collaborazione con l'Ussm si è naturalmente intensificato nel momento in cui si è aperta la sede bresciana di Alice Onlus, da un anno a questa parte, apertura non disgiunta dall'esigenza dell'Ussm di poter contare su una risorsa esterna da destinare ai minori. Questo ha comportato un uso della struttura per colloqui individuali e per l'invio di soggetti formalmente in fase di uscita dal procedimento penale ma ancora bisognosi di supporto e sostegno. Talora tali soggetti hanno collaborato e due di essi tuttora collaborano costantemente con le attività dell'Associazione Alice stessa.
Anche la sede milanese è coinvolta da diversi anni nella presa in carico di minori in regime di semilibertà (art.21) presso la sede di V.le Boezio 12. Numerose sono state le riunioni di supervisione e autoformazione in cui si sono affrontati temi relativi alla devianza in minori autori di reato in carico.
Infine, sono state sperimentate e sono tuttora in fase di approfondimento esperienze di coinvolgimento dei minori in messa alla prova gestite dall'Ussm di Brescia nel contesto delle attività di Alice. Si è sperimentata infatti la presenza di minori autori di reato in classi di scuole superiori e durante conferenze destinate ai genitori. Tali minori avevano già affrontato una fase di valutazione e intervento psicologico e si trovavano in grado di raccontare le proprie vicende e di beneficiare dell'esperienza di feedback determinata dall'incontro con studenti coetanei, il più delle volte distanti dallo specifico delle dinamiche delinquenziali. Il meccanismo di apprendimento peer-to-peer tra pari ha la prerogativa di estendere i propri benefici a tutti gli attori del processo di prevenzione ed educazione. Il progetto è tuttora aperto e vedrà nuovamente operativo questo genere di risorsa, risultata validissima.